lunedì 17 luglio 2017

Il libro del giorno # Carry on di Rainbow Rowell

Buon inizio settimana lettori di passaggio, oggi finalmente trovo il tempo per parlarvi di una delle mie letture recenti, Carry on di Rainbow Rowell.


Titolo: Carry on
Autrice: Rainbow Rowell
Editore: Piemme
Traduzione: F. Merani
Dati: pp. 538, €17.

Trama: Simon Snow è il peggior prescelto di sempre. Questo è ciò che sostiene Baz, il suo compagno di stanza. Baz potrà anche essere un vampiro e un nemico, ma ha probabilmente ragione. Per la maggior parte del tempo infatti Simon non sa far funzionare la sua bacchetta, oppure non sa controllare il suo inestinguibile potere mandando tutto a fuoco. Il suo mentore lo evita, la sua ragazza lo ha lasciato, e un mostro con la sua faccia si aggira per Watford, la scuola di magia in cui frequentano l'ultimo anno. Allora perché Baz non riesce a fare a meno di stargli sempre intorno?

Come vi avevo accennato in precedenza, questo è stato il mio primo approccio con l'autrice e forse tutto sommato non è stata un'idea brillante visto che questo romanzo è il primo esperimento di Raibow Rowell con il genere fantasy e che nasce come "costola" di Fangirl, nella cui storia, la protagonista si diletta nello scrivere fanfictions dedicate appunte a Simon e Baz, a loro volta protagonisti di una immaginaria serie fantasy ambientata nella scuola di magia di Watford.
Non essendo particolarmente attratta dalla trama di Fangirl, ho deciso di tentare direttamente la lettura di Carry on e se da un lato il romanzo risulta essere completamente indipendente dall'altro e quindi può essere benissimo essere letto da solo, dall'altro il fatto che si apra direttamente all'inizio dell'ultimo anno di scuola dei protagonisti, senza che al lettore vengano fornite particolari informazioni riguardo a Watford e ai suoi studenti, all'inizio mi ha lasciata un po' interdetta, con la sensazione di essere come arrivata a film già iniziato. Il lettore comunque si ambienta immediatamente tra gli scenari immaginati dall'autrice anche perché la Rowell ha attinto a piene mani dai mondi magici creati da altri autori, prima fra tutti J.K. Rowling e che sono ormai familiari per gli amanti del genere. Nonostante questi rimandi non depongano particolarmente a favore dell'autrice, in generale non mi hanno infastidita anche perché mi sono sembrati più un omaggio al lavoro di altri che una scopiazzatura senza remore. Non avendo letto altri romanzi dell'autrice e non sapendo con certezza come affronti trame di altro tipo, leggendo Carry on ho avuto l'impressione che volesse, non tanto scrivere un nuovo Harry Potter, quanto proseguire il lavoro della sua Kat, protagonista di Fangirl e fare un omaggio al genere urban fantasy dedicando un'intera storia a due personaggi che meritavano un loro spazio. Il punto di forza di Carry on infatti sono proprio i protagonisti e i rapporti che si instaurano e si evolvono tra di loro, mentre nell'immaginario magico di Watford, al di là di qualche scena meglio riuscita, non c'è nulla di particolarmente elaborato o originale.
La scelta di raccontare la vicenda alternando diversi punti di vista, da un lato ha dato ritmo alla narrazione, ma dall'altro ha messo in evidenza i limiti dell'autrice nel caratterizzare compiutamente i suoi personaggi almeno da un punto di vista linguistico, infatti lo stile dell'autrice è estremamente semplice, le diverse voci si somigliano tutte e, a mio parere, sarebbe stato meglio limitarsi ai punti di vista dei protagonisti Simon e Baz, che sono comunque i personaggi meglio sviluppati. 
Simon è un orfano cresciuto nelle case famiglia dei Normali, finché non è stato scovato dall'Arcimago, preside di Watford e comandante in capo del mondo magico. A quanto pare Simon è il mago più potente in circolazione, secondo le profezie solo lui sarà in grado di salvare il mondo magico dal declino in cui versa e di sconfiggere il Tedio, l'oscura minaccia che cancella ogni traccia di magia al suo passaggio e che perseguita Simon dal suo arrivo a scuola. Sfortuna vuole che Simon non sappia controllare il suo potere e che non abbia idea di come sconfiggere il Tedio. Baz invece è il rampollo di una delle casate più antiche e temute del mondo magico, famiglie che vedono nell'Arcimago un usurpatore e in Simon una minaccia al proprio potere e al proprio prestigio. 
I due sono costretti a dividere la stanza fin dal primo giorno di scuola e da allora tra i due è in corso una guerra personale dovuta sia al fatto di trovarsi nelle due opposte fazioni della lotta per il potere magico, sia dal fatto che i due ragazzi non potrebbero essere più diversi.
Tanto Simon è goffo, insicuro e istintivo, tanto Baz è impeccabile, arrogante e calcolatore, ma la rivalità e l'inimicizia che li lega fin dal primo giorno di scuola nasconde un reciproco attaccamento difficile per entrambi da ammettere e da comprendere.
Nonostante diversi elementi del romanzo mi abbiano lasciata perplessa e neppure il finale mi abbia del tutto soddisfatta, ho apprezzato questa lettura, soprattutto perché non ho potuto fare a meno di affezionarmi ai due protagonisti, di sorridere dei loro battibecchi e di intenerirmi di fronte all'evoluzione del loro rapporto.
Probabilmente il genere fantasy non è particolarmente congeniale all'autrice, ma sono curiosa di leggere altri suoi romanzi e fare la conoscenza di altri suoi personaggi.

VOTO: 7+